L’internet degli animali
Cani che “telefonano” e pappagalli in videocall
All’Università di Glasgow un gruppo di ricerca sta sperimentando interfacce che permettono agli animali di iniziare interazioni digitali in autonomia: dal DogPhone (una palla sensorizzata che avvia una videocall) ai touchscreen per pappagalli, con cui gli uccelli possono chiamarsi tra loro. Il progetto rientra nell’Animal-Computer Interaction (ACI) ed è sostenuto da un ERC Starting Grant da 1,5 M€ (FUTUREFAUNA). Obiettivo: più benessere e scelta per l’animale, non gadget da salotto.
(Financial Times)
Pappagalli che si chiamano tra loro
In un trial del 2023, pappagalli da compagnia hanno imparato a toccare sul tablet l’immagine di un comando specifico per avviare videocall. I ricercatori hanno osservato vocalizzazioni, gioco e segnali di socialità; in molti casi i pappagalli hanno mostrato preferenza per le chiamate live rispetto ai video preregistrati.
(Northeastern Global News)
DogPhone: quando è il cane a chiamare
Il DogPhone usa un sensore di movimento: se il cane solleva e scuote la “palla-telefono”, parte una videochiamata su un dispositivo associato. L’idea, testata in uno studio HCI del 2021, esplora agenzia e controllo dell’animale (decide lui se contattare il proprietario). È un prototipo di ricerca, non un prodotto consumer.
(Università di Glasgow)
Perché conta e cosa aspettarsi
Dare agli animali la possibilità di scegliere quando e con chi interagire può essere un arricchimento etologico interessante. Al tempo stesso, la strada è sperimentale: serviranno linee guida etiche, test su specie diverse e studi di scalabilità prima di un’eventuale adozione su larga scala.
(Financial Times)